E3 2014: Welcome back, NINTENDO! – con la partecipazione straordinaria del prof. Evaristo Èspero

Impongo le mie convinzioni, perché la mia esperienza non ha eguali” – dichiara il prof. Èspero.

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L’Amore. L’Amore è una cosa Grande. Paffuta, tonda, pacioccosa, rosa. E in pongo.

I’m (in) Pongo” – afferma il Kirby in uscita nel 2015 su Wii U, mentre traccia con risoluta convinzione la linea di demarcazione tra il passato, recente e oscuro, dell’ultima console made in Kyoto e il suo futuro, ben più roseo  e splendente. Un futuro che, ironia della sorte, (ri)partirà proprio da quel glorioso passato, (ri)pescando a piene mani e (ri)modellando a mo’ di pongo quel Power Paintbrush che sancì la definitiva consacrazione della revolutiòn a doppio schermo, pennino e touch screen.

Quel Kirby che, giustappunto, non poteva che essere scelto dal sottoscritto come manifesto della rinascita della grande N. Una rinascita che, volendo essere onesti, è ben lungi dall’essere compiuta, ma i segnali – e che segnali – mostrati all’E3 2014 da Iwata e co. durante il Digital Event prima, e il Treehouse dopo, offrono un discreto numero di certezze e ben più di qualche speranza.

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“Wrhaaaaaaa rhaaaaaaaaa!!!” – i versi emessi da Captain Toad sono tanto incomprensibili quanto adoraboli.

Chiariamo fin da subito, onde evitare spiacevoli frantendimenti, che la ‘rinascita’ a cui mi riferisco va intesa sotto un profilo prettamente ludico, una risurrezione incentrata dunque sulla qualità e quantità di giochi annunciati, e non sull’aumento esponenziale di console piazzate sul mercato – per quanto il Wii U possa in futuro riprenedersi anche sotto questo punto di vista, è quasi impossibile che Nintendo riesca a bissare il successo stratosferico ottenuto con Wii.
A onor del vero, prima del recente E3 e, quindi, ad un anno e mezzo circa di distanza dall’uscita dell’ultima Ammiraglia Nintendo, di perle ludiche con cui intrattenersi piacevolmente se ne sono viste eccome; come non citare ad esempio Donkey Kong Tropical Freeze, nel quale lo scimmione (e affini) risulta essere più in forma che mai,  oppure il sempreverde Mario Kart che, in questa sua ottava iterazione, rasenta a tratti la perfezione. Per non parlare poi di Super Mario 3D World: un capitolo sì derivativo (seguito spirituale del 3D Land apparso sulla portatile 3DS) e non rivoluzionario quanto un Galaxy o un Mario 64, ma comunque eccelso in ogni sua componente, come da tradizione mariesca. Ciò di cui ci si è lamentati, in questo breve anno e mezzo di vita di Wii U, ha a che fare con la politica attuata da Nintendo: pochi giochi (seppur di pregevole fattura) le cui uscite sono state dilazionate in maniera scellerata, con lunghi periodi di vuoto totale – complice anche il mancato supporto delle terze parti, ma questo è un problema che la casa di Kyoto si trascina dai tempi del N64, pur con qualche eccezione in chiave Gamecube e Wii – e un eccessivo sfruttamento dell’iconico Mario. Inoltre, la totale impreparazione nel trovarsi a dover programmare giochi su un hardware dagli assets HD, di certo non ha aiutato.

Naso di lano, cuore di stagno, pupazzetto! Quando diventerai...
Naso di lana, cuore di stagno, pupazzetto! Quando diventerai…

Tempi ormai andati, per fortuna, perché come ho scritto in apertura di articolo, contro ogni previsione e presentimento, la pseudo (nel senso che non era in diretta dal palco dell’E3 ma preregistrata modello Direct) conferenza Nintendo all’E3 ha riscaldato i cuori non solo degli aficionados storici, ma di tutti quelli che, almeno un po’, amano i Videogiochi con la V maiuscola. Descrivere il turbinio di emozioni provato all’annuncio di ogni singolo gioco sarebbe pressoché  impossibile, poco pratico ma, soprattutto, inutile.

Inutile perché, se siete fra i pazzi che mi (ci) seguono e mi (ci) leggono, molto probabilmente, quelle emozioni le avete vissute in diretta. In caso contrario, beh, consiglio di andarvi a vedere la replica del Digital Event che trovate facilmente in giro per la Grande Rete, o quantomeno di informarvi su quanto avrà da offrire nel futuro prossimo Wii U. Se invece l’avete già visionata, e non ve n’è potuto fregare di meno… beh, o siete persone normali, o siete semplicemente dei sonari insensibili e invidiosi (suvvia, si scherza, non fatene una questione di lana caprina… A differenza di Yoshi, che in quanto a lana e relativi batuffoli, sembra intendersene parecchio).

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FLYYYYYY MEEEE TO THE MOOOOOOON… beh, questa è un’altra storia. O forse no? In effetti la grande N ha annunciato che, insieme a Bayonetta 2, avremo anche il primo capitolo riadattato su Wii U, con tanto di costumi a tema Nintendo. BOOOOOOOOOOM

Ed ora, dopo questo mio breve (?) intervento intriso di amore e passione (solo e soltanto amore e passione, giuro di non aver ricevuto nessun assegno con tanti zero da parte di Nintendo), passo la parola all’E.E.E., acronimo di Esimio Evaristo Èspero (e non di Esimio *Elbert Einstein, e neanche Esimia Emma Emmerich) il quale, nonostante provi un certo odio nei confronti dei Mallrats (e nei miei in particolare), ci ha concesso un breve intervento riguardante la sua opinione in merito al recente E3 (beh, in realtà son passati quasi due mesi, ma ormai sono diventato particolarmente abile nel pubblicare gli articoli in puntuale ritardo).

La Parola al Maestro:

Sarò breve.

Ho finito.

Ok dai, qualche parola la spendo, sebbene mi dia molto fastidio avere a che fare con questi zotici dei Mallrats (in realtà, Maestro, a lei da fastidio rivolgersi a chiunque… NDAnèr) Nel complesso ho assistito ad un ottimo E3, dove finalmente i giochi, solo e soltanto i giochi, sono tornati a dominare la scena. Nintendo da 10 e lode per quanità e qualità – anche della conferenza stessa: assistere a Iwata e Reggie che se le danno di santa ragione a mo’ di Dragon Ball mi ha fatto sbellicare. Volendo trovare il pelo nell’uovo, è mancato Metroid, mentre altre storiche saghe continuano a rimanere confinate nel limbo… Ma sono ottimista per il futuro – d’altronde, almeno un nuovo StarFox ci sarà sicuramente, parola di Miyamoto. Molto bene Microsoft, che sembra essersi completamente ripresa dal fail comunicativo inerente l’annuncio di One. Buone cose anche sul fronte Sony, sebbene da qui a Natale Playstation 4 non ha, di fatto, nessuna esclusiva degna di interesse (e no, Little Big Noia Planet non conta, e Drive Club è un’incognita). Vorrei dilungarmi, raccontarvi fatti e misfatti più nel dettaglio, vorrei anche educarvi in merito ad una malattia che affligge in particolar modo l’Europa, ovvero la “Sonarite”, tornata ultimamente più infettiva e fastidiosa che mai (magari ne parlerò in futuro in qualche mio trattato), ma devo partecipare ad una’importante conferenza.

Con profondo odio e disprezzo per la razza umana, vostro

Evaristo Èspero

 

*la comunità scientifica, unanime, ha opportunamente deciso, data la Grandezza del dott. Evaristo Èspero, di rinominare all’anagrafe il nome del noto fisico, di cui l’Esimio è un grande fan. Non più Albert, dunque, ma Elbert. Evaristo ha così commentato la faccenda: “Se Einstein fosse ancora vivo, sarebbe orgoglioso di questo cambiamento. Avere le stesse iniziali del mio nome non può che essere motivo di vanto e di  orgoglio.”

**se non lo sapete, sapevatelo: l’Esimio ha conseguito il premio Nobel per la letteratura con merito e grazie a libri del calibro de “I rudimenti del Level Design” , “Miyamoto, il secondo genio del XXI° secolo” e “Il Level Design spiegato ai bimbiminkia: leggete e imparate, cialtroni!“. Tra le celebri frasi del Maestro ricordiamo: “Due cose sono infinite: l’universo e l’ignoranza videoludica dei giovani d’oggi. Ma non sono tanto sicuro della prima…

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Un pensiero su “E3 2014: Welcome back, NINTENDO! – con la partecipazione straordinaria del prof. Evaristo Èspero”

  1. “L’Amore. L’Amore è una cosa Grande. Paffuta, tonda, pacioccosa, rosa. E in pongo.”
    Parole sante.

    “Due cose sono infinite: l’universo e l’ignoranza videoludica dei giovani d’oggi. Ma non sono tanto sicuro della prima…“
    Parole giuste.

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