Gran Theft Auto V – La recensione

Siamo rimasti in tre, tre briganti e tre somari sulla strada longa longa di Girgenti... "Si', ma se stasera, se incontriamo la corriera, uno balza sull'arcione, uno acciuffa il postiglione, due sorvegliano di fouri, uno spoglia i viaggiatori e ce ne andiam...!" ...Ma se siamo tre, tre somari e tre briganti solo tre...!
Siamo rimasti in tre, tre briganti e tre somari sulla strada longa longa di Girgenti…
“Si’, ma se stasera, se incontriamo la corriera, uno balza sull’arcione, uno acciuffa il postiglione, due sorvegliano di fouri, uno spoglia i viaggiatori e ce ne andiam…!”
…Ma se siamo tre, tre somari e tre briganti solo tre…!

E va bè, so a cosa state pensando. Sì, vi leggo nel pensiero: “GTA V ormai è uscito da più di un mese, ha venduto il possibile e anche di più, l’abbiamo finito, completato, sviscerato al 100% quasi tutti, e tu te ne esci con la recensione solo ADESSO?Sapete che vi rispondo? Meglio tardi che mai. Ma, soprattutto, volete mettere a paragone il parere dei bifolchi che scrivono su internet con il mio? Cioè, dai, non scherziamo. Seriamente. Io sono un videogiocatore appassionato, di me vi potete fidare. No, davvero. Ok, chi mi conosce lo sa, non ho sempre visto di buon grado il cosiddetto genere free roaming – anche se ho lievemente cambiato opinione al riguardo durante la generazione Xbox 360 / PS3 – e, in particolar modo, non ho mai sopportato la serie GTA, nello specifico San Andreas, per tutta una serie di motivi che non vi sto ad elencare, altrimenti poi dovrei scrivere la rece di San Andreas e non del V. Ed io sono qui per parlarvi del V. Perché, sapete com’è, di acqua sotto i ponti ne è passata, tante cose son cambiate, la tecnologia ha fatto passi da gigante, nel frattempo sono anche riuscito ad apprezzare il capitolo IV di questa serie… E quindi, perché non concedere un’ulteriore chance a quella che è una delle saghe più amate e vendute di tutti i tempi?

Da wikipedia: "Rattus (Fischer, 1803) è un genere di roditori della famiglia dei Muridae, conosciuti comunemente con il nome di ratti[1] o, più popolarmente, pantegane. Il genere comprende due specie cosmopolite e commensali dell'uomo: il ratto nero e il ratto norvegese (detto anche ratto delle chiaviche o surmolotto)."
Da wikipedia: “Rattus (Fischer, 1803) è un genere di roditori della famiglia dei Muridae, conosciuti comunemente con il nome di ratti o, più popolarmente, pantegane. Il genere comprende due specie cosmopolite e commensali dell’uomo: il ratto nero e il ratto norvegese (detto anche ratto delle chiaviche o surmolotto).”
Da dove cominciare? Dalla cosa più ovvia di tutte: il giorno in cui sono sceso  per andare a comprare il gioco in questione. A dire il vero, non era una bella giornata. Cielo grigio come è raro capiti da queste parti, pioggia a catinelle. I motivi per restare a casa e farmi i cazzi miei c’erano tutti, ma è difficile far desistere un nerd dal compiere la sua missione (comprare il nuovo videogioco in uscita, NDR). E dunque ombrello in spalla, scarponi antipioggia, chiavi dell’auto, portafoglio gonfio di quattrini (eh, senza di quelli non si cantano messe) e carte di credito varie, giusto per andare sul sicuro. Mentro mi accingo ad aprire la portiera dell’auto, penso a dove potrei dirigermi per effettuare il mio acquisto. Il pensiero naturalmente cade sulla nota catena Gamestop. A onor di cronaca, a me quelli di Gamestop stanno sull’Alabarda Spaziale, ma d’altronde ormai detengono quasi il monopolio sulla vendita dei vg,  e quindi il metodo più facile, efficace e veloce per avere il gioco al deiuan è, ancora una volta, abbassarsi i pantaloni e farsi “sbarrare” da loro. Soprattutto senza averlo prima prenotato. Entrato in auto, però, avverto una strana puzza di mèrda provenire dall’abitacolo. Voglio dire, non che abbia molta cura del mio veicolo, ma quel fetore sembrava eccessivo persino per la mia malridotta Matiz Chevrolet (spero si scriva così, non c’ho voglia di andare a vedere su Google). Svelato l’arcano: non mi ero reso conto di aver pestato una cacchetta prima di entrare. Se vi state chiedendo come mai la pioggia scrosciante di quella giornata non l’abbia sciolta, sappiate che l’auto era parcheggiata sotto il ponte della tangenziale, più o meno al coperto, in un punto particolare dove anche le correnti d’acqua più insistenti faticano ad accedervi. “E va bè, porterà fortuna“, ho pensato fra me e me. COLCA$$O. Giro la chiave, ma la macchina non vuol saperne di accendersi, figuriamoci di partire. Insomma, le premesse non sono delle migliori, che Qualcuno Lassù mi stia mandando dei chiari segnali? No, non sono il tipo che si arrende. Provo e riprovo, ad un certo punto mi si avvicina un auto con all’interno due baldanzosi giovanotti, più o meno sulla trentina, serio e distinto uno, spettinato e apparentemente squinternato l’altro. “Serve aiuto?” mi domanda gentilmente il primo. “Sì. Non si accende, credo che la batteria sia giù“. “Non ti preoccupare, possiamo darti una mano“. Si fermono, scendono dal loro veicolo, prendono il kit di ricarica che hanno nel bagagliaio, collegano le batterie delle auto. Uno si siede al volante, l’altro nei pressi del cofano aperto manda segnali. Ci riescono, la fanno partire. Indovinate un pò? Neanche il tempo di staccare i fili, lasciarli a terra, chiudere il cofano, salire sull’altra auto (il complice che era rimasto fuori), che entrambi scappano come i dannati ognuno alla guida di un veicolo. Il loro e il mio. Ciao ciao, cara vecchia compagna di mille e più kilometri. Immaginate la scena: uno scende per comprare GTA, salvo poi essere vittima di un furto d’auto come nel più classico dei GTA. Dio deve avere un gran senso dell’umorismo. Mi tocca chiamare i carabinieri e denunciare l’accaduto.

110

Arrivano dopo circa tre quarti d’ora, anche loro sono in due, uno piuttosto giovane, l’altro dal volto ricoperto di rughe e dai capelli cinerei. “Che è successo?” mi domandano “Che volete che sia successo? Due rottinculo mi hanno fottuto l’auto, maledetto quel @##@ò@#]]#@!!!” “Stia calmo e moderi i termini, non le hanno insegnato l’educazione? Venga in caserma con noi, ci esponga nel dettaglio i fatti così da poter sporgere denuncia

Arrivati nella loro caserma, mi invitano gentilmente ad attendere – indovinate un po’? – nella sala d’attesa. OVVIAMENTE, aspetto circa un’ora e mezza prima di essere convocato dal commisario. Perché, poi, sia stato convocato proprio da quest’ultimo, l’avrei scoperto a breve. Entro nel suo ufficio, mi fanno accomodare di fronte a lui, all’altro capo della scrivania. Comincia a farmi tutta una serie di domande per me incomprensibili e, soprattutto, poco pertinenti con quello che mi è accaduto qualche ora prima. “Dov’è stato l’altra notte? Con chi era la settimana scorsa? Quante volte va al cesso durante la giornata? Blablablablablabla

Neanche il tempo di rispondere “Ma che cazzo volete da me? Mi hanno fottuto l’auto, non sono io il ladro!” che entrano due carabinieri, mi perquisiscono, mi privano dei documenti, mi ammanettano e cominciano con l’enunciarmi la più classica delle tiritere: “La dichiaro in arresto. Qualunque cosa dirà potrà essere usata contro di lei in tribunale ecc. ecc.” “Ma che cazz… ma non ho fatto nulla!!! Lasciateeeemiiiiii!!!!

Mi conducono in una cella putrescente, lasciandomi li a marcire nel vano tentativo, da parte mia, di fargli capire che ho il diritto di fare una cazzo di telefonata. Trascorrono altre due ore. Aprono la cella. “Siamo costernati, abbiamo commesso un errore. L’abbiamo scambiata per un pregiudicato latitante. Sa, lei assomiglia molto all’uomo delle foto segnaletiche…

Finalmente riesco ad uscire da quella che mi è parsa più come una gabbia di matti, piuttosto che una caserma dei carabinieri. E sono anche riuscito a sporgere denuncia, ben consapevole del fatto che mai più avrei rivisto la mia cara automobilina.
Ore 20.00. C’è ancora tempo. La caserma non dista molto da un Gamestop sito più o meno nei pressi del centro storico. Chiude alle 21.00. Se l’autobus passa in tempo, ce la faccio. Non voglio e non posso arrendermi proprio ora, nonostante la malasorte si sia accanita come non mai. La pioggia non accenna a diminuire, e sono privo di ombrello (lasciato in auto e quindi regalato ai ladruncoli insieme alla vettura). Riesco a salire sul mezzo pubblico, naturalmente affollatissimo – classica situazione da sardine in scatola. Arrivo finalmente a destinazione, si aprono le porte, scendo. Il Gamestop ormai è lì, di fronte a me, pochi passi mi separano dall’obbiettivo. Passi infami però, perché nella foga di correre verso il negozio (manca meno di un quarto d’ora alla chiusura) inciampo nella carcassa di un RATTO DELLE CHIAVICHE (leggere la didascalia nella seconda immagine) e SPLAAAAAATTT!! – pozzanghera di melma, fanghiglia e schifezze varie presa in pieno. È una maledizione, non c’è altra spiegazione. GTA proprio non mi vuole bene. Lurido come neanche il peggiore dei barboni, provo ad entrare in negozio che subito il commesso di colore di turno in quel momento mi ferma: “Yo brò, bella zì ma non puoi entrare in queste condizioni, mi spiace” “Ti prego, te ne prego per davvero, ho avuto una giornata che definire di mèrda sarebbe eufemistico, guarda non entro neanche, non ti sporco il negozio, so che a breve devi chiudere, mi serve solo una copia di GTA V, ho con me carte di credito e contanti, ti prego! Vammi a prendere una copia!” “Eh brò, vorrei aiutarti fratello, ma sai, li ho finiti tutti… e poi anche io ho avuto una giornata di mèrda qui in negozio, sai com’è, è stato il deiuan di GTAV, non vedo l’ora di tornare a casa e fumarmi un po’ di ganja

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Penso che le mie grada abbiano fatto tremare mezza Italia. La trasformazione in Super Saiyan di quinto livello stava per compiersi, quando ad un certo punto entra una signora sulla cinquantina, con in mano una copia di GTA V…

Buongiorno, stamattina ho comprato presso di voi questo videogioco per mio nipote che lo voleva tanto, ma poi mi sono accorta che è sconsigliato ai minori di 18 anni, lui ne ha solo 9. Credo non sia indicato. Vorrei restituirlo o cambiarlo.

Le grida di sconforto si sono trasformate presto in lacrime di gioia. “Chi la dura la vince“, ho pensato. “Ce l’ho fatta, ho buttato il sangue, è stata una delle peggiori giornate della mia vita, ma finalmente ho la possibilità di tornare a casa con il tanto agognato GTA V.”

Però poi ho scoperto che i carabinieri si sono dimenticati di restituirmi il portadocumenti – con annesse carte di credito – e nell’autobus, qualcuno deve avermi soffiato il portafoglio.

Se ho più comprato GTA V? NO. Dunque, fottetevi voi e la vostra recensione. Se volete ricoprirmi di insulti perché siete arrivati a leggere fin qui, e ritenete che vi abbia fatto perdere del tempo, fate pure, tanto dopo quella maledetta giornata, qualsiasi tipo di offesa non può che scivolarmi di dosso. Però fondamentalmente sono buono, e vi lascio con un consiglio prezioso: lasciate perdere GTA e recuperate Rayman Legends. Un giocone della Madonna, altroché.

Annunci

4 pensieri su “Gran Theft Auto V – La recensione”

  1. WOW!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Incredibileeeee!!! sarai il personaggio di GTA VI, e sarà raccontata questa storia!! sarai su tutte le copertine, la tua storia verrà vista/giocata da tutto il mondo!! O.o

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...