GAMESWEEK 2013: LA FIERA DEL PESCE

Alla fiera del pesce... Per 12 soldi... Un sacco di fila il Frarru comprò.
Alla fiera del pesce… Per 12 soldi… Un sacco di fila il Frarru comprò.

Ci sono giorni in cui maledico il mio essere nerd. Dico sul serio. Prendiamo ad esempio lo scorso venerdì mattina. La lancetta piccola del mio orologio marchiato Atari era posizionata placidamente poco dopo la metà inferiore, mentre quella grande era li, immobile, sul 12. Subito una voce ha iniziato a rimbombarmi nella scatola cranica, stonata e massacrata dalle poche ore passate fra le braccia di Morfeo: Frarru (già, il mio io interiore si ostina a chiamarmi così) cazzo ti alzi a fare? Restatene buono a letto e fregatene bellamente della GamesWeek.
Avrei dovuto dargli retta… Ah, se avrei dovuto.

GamesWeek 2013 Forza 5
Come avrete già intuito, alla fine l’animo nerd del sottoscritto ha avuto la meglio e così, dopo l’indispensabile caffè dal retrogusto mentolato, sono di nuovo sceso a patti con quel aggeggio infernale conosciuto come metropolitana e mi sono recato di buon ora all’unico evento videoludico mai concepito sul suolo italico.
Giunto in loco, accompagnato dal batterista “Er Ciabbatta” e dal rubicondo Marco (qui trovate tutte le sue considerazioni sull’accaduto), l’immancabile fila a mo’ di girone dantesco eri li, pronta a farmi elargire una mezza infinità di epiteti poco no coloriti. Presa in spalla la gioia di vivere mi sono quindi ritrovato in attesa e dopo aver atteso, atteso, atteso, atteso, atteso, atteso, atteso, ho potuto finalmente scoprire le gioie celate all’interno della terza edizione della fiera milanese.

Ora, eviterò di tediarvi inutilmente parlandovi dello scempio accaduto nei pressi dello stand Activision e non starò neppure qui a dilungarmi sulla quantità immane di persone che attendevano impazienti il loro turno per poter visionare una live demo di Watch Dogs, già disponibile in rete da circa tre mesi.
Voglio giusto rendervi partecipi di due grandi quesiti che mi hanno accompagnato per tutto l’arco della giornata.

GamesWeek 2013 Ryse
PRIMO QUESITO ESISTENZIALE

Che fine ha fatto il buon senso?

Immaginatevi la scena: siete alla fiera del mobile con la vostra fidanzata\amata\madre\nonna, e d’innanzi a voi vi sono tutta una serie di mobili in legno massello deturpati da atti vandalici di varia natura. Ve ne è addirittura uno, forse il più pregiato (lo si comprende dal fatto che è illuminato a giorno ed è contornato da uno sciame di standiste), accompagnato da una poderosa defecata sul tappeto; lasciata li magari da un simpatico PR.
Ora la domanda è: li comprereste mai?

Cambiamo luogo, fiondiamoci in uno stand a caso, meglio se Microsoft o Sony e immaginiamo questa volta di trovarci, dopo un’oretta di attesa, d’innanzi ad uno schermo LCD\LED da 42\46 pollici settato da un non vedente. Finalmente possiamo trastullarci una manciata di minuti con la tanto desiderata PS4\XBoxOne, ma per farlo dobbiamo posizionarci ad una ventina di centimetri dallo schermo.
Il risultato? Immagini talmente brutte da far rimpiangere non solo le ore passate in fila, ma anche i soldi spesi per pre-ordinare una delle due console. Non sto esagerando, ogni gioco si divertiva a traumatizzare le pupille dei visitatori, grazie a scalettature indecenti e colori sparati a mille.
In tante ore passate fra li stand, che ci crediate o meno, il commento più gettonato fra i visitatori è stato sempre e comunque “Cazzo… Che merda di grafica”.

Due buoni motivi per provare The Crew di Ubilol
Due buoni motivi per provare The Crew di Ubilol

SECONDO QUESITO ESISTENZIALE

Ma qui nessuno si è preso la briga di leggere il significato della parola marketing?

Se l’idea della GamesWeek è quella di mostrate al grande pubblico i nuovi giochilli\console, al fine di portarli ad acquistare i loro prodotti, magari nel periodo natalizio; qualcuno mi deve allora spiegare il perché di tali scelte. Come se la sola pensata di mostrare a cazzo ogni gioco esposto non fosse sufficiente ad allontanare possibili compratori dalle manine pacioccose, molte case hanno anche ben pensato di nascondere le loro creature all’interno di stanze buie e inaccessibili. Vuoi farti un’idea del nuovo Dead Rising 3 ma non hai la voglia, o la forza, di startene due ore in fila? Cazzi tuoi. Non lo vedrai mai. Ne lui, ne Killer Instinct, ne tanto meno Ryse. Piuttosto muori.
Dalle parti di Sony la situazione era anche peggio. Due ore in piedi modello merluzzo scatolato per farsi indirizzare a caso verso una console libera. Volevi giocare a Killzone? Di nuovo cazzi tuoi. Giocati Drive Club e taci. Forse, ma dico di nuovo forse, portare qualche console in più non sarebbe stata affatto una proverbiale baggianata. Ai fini delle vendite iniziali cambierà di certo poco, ma dubito che gli indecisi, dopo una giornata passata fra attese varie e immagini di notevole bruttura, siano tornati a casa con la voglia di spendere i loro sudaticci risparmi per saltare sul carrozzone della next-gen.
Il bello è che i restanti espositori, vedi Nintendo, hanno deciso di presentarsi al grande pubblico alla vecchia maniera: stand ariosi, console accessibili e spazi vitali degni di tal nome.

Misteri della fiera del pesce, verrebbe da asserire.

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3 pensieri su “GAMESWEEK 2013: LA FIERA DEL PESCE”

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