Romics o Vigamus? Perché non entrambi?

Tutto sommato, ho trascorso una bella giornata in piacevole compagnia. E tornarsene a casa con la limited J-NTSC di KOF: Maximum Impact non è roba di tutti i giorni...
Tutto sommato, ho trascorso una bella giornata in piacevole compagnia. E tornarsene a casa con la limited J-NTSC di KOF: Maximum Impact non è roba di tutti i giorni…

Durante la Grande Abbufatta di Pasquetta, ricevo una telefonata dal mio amico Raul: “Anèr, il prossimo fine settimana ho intenzione di andare a fare una capatina al Vigamus™, il primo museo del videogioco tutto italiano, ti va di accompagnarmi?“. La mia risposta fu tanto lapidaria – complice anche lo squisito casatiello® di Nonna Pucca che soleva, peraltro con una certa risolutezza, percorrere più e più volte il tratto esofageo del mio apparato digerente – quanto fumosa: “Ti faccio sapere“. Anche perché non è che sul web si parli tanto bene di questo Museo – pensai. Poi mi balzò alla mente che, proprio durante quel week-end, ci sarebbe stato il Romics – il festival capitolino del fumetto e dell’animazione. Da qui il grande dilemma: Romics o Vigamus? Discutendone, sempre con il mio amico Raul (e con altri ragazzi della nostra comitiva che, nel frattempo, avevano aderito alla proposta “andiamo a visitare il Vigamus”), giungemmo alla conclusione “perché non entrambi? Mattina Vigamus, pomeriggio/sera Romics”.

La statua di Lara in scala 1:1 al Vigamus. Mentre i miei amici distraevano le guardie all’ingresso, ho cercato di infilarla nella mia tracolla. Poi mi sono ricordato di aver lasciato a casa la borsa di Mary Poppins. Peccato…

La giuria si è espressa, sveglia mattutina  e partenza dal Vomero (Napoli), Domenica 7 aprile, ore 6,30. Se ne è valsa la pena? Nì. Cioè sì e no, dipende da che punto di vista la si guardi:  da un lato, si è trattata di una piacevole e soleggiata giornata all’insegna del bighellonare per Roma, che fra una partita al cabinato di Super Street Fighter II in puro stile anni ’90 e il fotografare squinzie in cosplayer, è trascorsa tutto sommato molto velocemente. Dall’altro, il Romics e il Vigamus (soprattutto quest’ultimo), come eventi in sé, si sono rivelati parecchio deludenti. Quantomeno per il sottoscritto. Perché chiariamoci, non è mia intenzione approfittare dello spazio concessomi dai Mallrats© per operare l’ennesima crociata web contro gli autori del Vigamus, o per sottolineare con quanta poca perizia quest’ultimo sia stato messo in piedi, quanto piuttosto per esprimere un breve e conciso parere personale al riguardo. Peraltro, gli ideatori di tale progetto meriterebbero rispetto anche solo per il coraggio dimostrato – imbastire una mostra dedicata al tanto giovane quanto già estremamente esteso universo videoludico non è impresa da poco. Inoltre, sempre a titolo strettamente personale, ritengo che l’idea stessa di un museo dedicato ai giochini elettronici sia di per sè contraddittoria, del tipo “relegare ad un qualcosa di statico (fruizione passiva) ciò che tra tutti i media rappresenta l’interattività  per eccellenza (fruizione attiva)”. E quindi no, non vi dirò che il museo si estendeva in pochi metri quadrati ed era piuttosto scevro di contenuti (per carità, le chicche non mancavano, tra cui il Magnavox Odissey e il Cabinato di Space Invaders, oltre a diverse console / home computer che hanno fatto la storia e che sono difficili da reperire, ma credetemi, esistono tante collezioni private in Italia ben più complete ed esaustive), non starò qui a sottolineare come buona parte dello spazio atto ad ospitare la mostra, sia stato inutilmente sprecato per pubblicizzare quella cagata assoluta di Aliens Colonial Marines (un gioco di rara bruttezza), nè tantomeno vi parlerò della cialtroneria con cui sono state allestite le postazioni di gioco, o della profonda ignoranza dei ciceroni del museo, vi dirò semplicemente che a me ha fatto cagare, e che avrei preferito, col senno di poi, investire gli 8€ necessari per entrarvi in maniera più proficua. Magari giocando in borsa; le azioni della tesenculamoconallegria ultimamente sono in ascesa. Cosa dire del Romics, invece? Anch’esso piuttosto deludente. Va da se che è difficile esprimere un parere oggettivo su un evento di tale portata avendoci  trascorso solo un mezzo pomeriggio, ma l’impatto generale è stato sicuramente poco entusiasmante, vuoi per la carenza di contenuti, vuoi perché forse sono troppo abituato agli standard di eccellenza raggiunti negli ultimi anni dal Comicon di Napoli.

Zombie in azione al Romics. Il momento più interessante di tutta la giornata.

E dunque? E dunque niente, non mi va di dilungarmi in ulteriori dettagli, vi lascio in compagnia delle foto che ho scattato durante la, tutto sommato, piacevole e soleggiata giornata trascorsa a bighellonare per Roma.

Enjoy!

Archivio foto Vigamus: http://dfiles.eu/files/wh9pbjxhl

Archivio foto Romics: http://dfiles.eu/files/dyi8e4aor

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Un pensiero su “Romics o Vigamus? Perché non entrambi?”

  1. Potrei anche star qui a ringraziarti…
    Potrei anche spendere qualche parola sul “genio” che si cela dietro al Vigamus…
    Ma oggi la salute arranca, quindi mi farò i cazzi miei.
    Che a “cent’anni” ci debbo e ci voglio arrivare.

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