I Mallrats alle prese con il NEO GEO X [Parte 2] La Recensione.

200$ Ne varrà la pena?
200$ Ne varrà la pena?

Carissimi amici e nemici dei Mallrats, quest’oggi vi proponiamo quello che vuole essere un piccolo speciale sull’ennesimo sogno proibito di ogni nerd degno di tal nome. Ci riferiamo ovviamente al NEO-GEO X GOLD.
Partiamo subito informandovi che per potersi portare a casa tale oggettino serviranno qualcosa come 200 dollari. Più spese di spedizione.
La domanda è: ne vale davvero la pena?
Dipende. Se come il sottoscritto (o come gli altri componenti dei Mallrats) avete passato metà della vostra giovinezza in quel luogo buio, fumoso e pericoloso, conosciuto come sala giochi, l’acquisto potrebbe apportare una mezza infinità di momenti tanto nostalgici quanto gai.
In caso contrario, le piccole magagne che affliggono la console potrebbero arrivare anche ad instaurare in voi quella spiacevole sensazione di aver buttato alle ortiche i canonici e sudaticci risparmi.
Ma procediamo con ordine.

NEO-GEO X GOLD 1
Come si evince chiaramente dal bruttissimo video-unboxing, lo scatolo e gli imballi godono di una cura davvero maniacale. Aprire il pacco che racchiude in se il NEO-GEO X è una mezza goduria, anche in virtù del fatto che il tutto non può che richiamare alla mente la vecchia confezione del proibitivo NEO-GEO a cartucce.
La dock station, così come l’arcade stick, è realizzato con sufficiente cura, anche se l’impressione di stringere fra le mani un affare in “plasticaccia” è li, dietro l’angolo.
La console portatile, cuore di quest’ultimo esperimento nostalgico, si presenta invece meglio.
Lo schermo, nonostante non raggiunga minimamente i livelli di un AMOLED da smart-phone e neppure quello di una PS Vita, svolge ottimamente il suo compito: i colori sono sempre brillanti, un contrasto ben bilanciato offre rossi naturali e in generale le immagini risultano sempre calde e sprovviste di qualsivoglia effetto scia.
Anche se analizzata sotto il profilo meramente costruttivo, la console realizzata in occasione del ventesimo anniversario del NEO-GEO da adito a diverse lamentele.
I tasti, così come lo stick semi-analogico, vantano una buona precisione e una discreta solidità, ma quelli dorsali, così come quei piccoli pulsanti adibiti alla luminosità e alla modifica del volume, risultano duri, scomodi e a tratti osceni. Sembra quasi di sentirli cedere sotto i polpastrelli ad ogni pressione.
Dopo l’indispensabile periodo di pratica, comunque, ci si sente a proprio agio avvinghiati a quest’ultimo gioiellino retro-tecnologico.
La solidità generale è granitica, mentre il peso, davvero esiguo, si rivela presto una benedizione; soprattutto in caso di sedute prolungate.
Le piccole casse incastonate nella parte bassa della console, infine, gracchiano un po’ troppo e offrono un suono tutt’altro che “potente”. Un bel paio di cuffie però, come facilmente intuibile, sminuisce totalmente la valenza di quest’ultima deficienza.

NEO-GEO X GOLD i giochi
GUARDA COME EMULO.
Come molti di voi già sapranno all’interno della console, che non fa altro che emulare i vecchi arcade del NEO-GEO, trovano spazio ben 20 titoli, molti dei quali ovviamente legati al genere dei picchiaduro ad incontri. Non mancano alcuni sportivi, qualche puzzle game e neppure diversi splendidi “spara e fuggi”, ma molti capolavori hanno mancato l’appuntamento con la memoria della console.
La lista completa la trovate in foto; sappiate però che se deciderete di acquistare la versione europea o americana, vi ritroverete con una serie di “giochilli” censurati.
Il sangue in pratica è bianco latte, come nel caso di Metal Slug, o verde alieno, come in Samurai Shodown II.
Sul piano della fruibilità nulla da eccepire, sia lo stick della console portatile, sia il padellone da utilizzare a TV accesa, restano sempre reattivi e garanti di una infinità di mezze lune in avanti e indietro.
La durata della batteria non procura alcun attacco d’ira, mentre il menu che ci permette di cambiare gioco risulta semplicissimo e, di conseguenza, molto immediato.
I tempi di caricamento si attestano sulla manciata di secondi (massimo 8 per i titoli più “ciccioni”), mentre i più nostalgici (basta premere uno dei due grilletti dorsali di sinistra) possono godersi il tutto nel formato originale 4:3.
Sul lato destro del portatile trova inoltre spazio la fessura per alloggiare le schede SD. Al momento solo un titolo è stato distribuito (ci riferiamo a quel Ninja Master allegato all’edizione Limited Edition della console), ma in futuro la casa giapponese distribuirà di certo tutta una serie di vecchie glorie.
Date d’uscita e prezzi restano chiaramente avvolti nel mistero.

NEO-GEO X GOLD il portatile
LED VS LCD… CHI VINCERÀ?
Terminiamo questo piccolo speciale abbandonandoci alle ovvietà.
Collegando la console al televisore, dopo averla ovviamente posizionata all’interno della dock station, non si può far altro che notare la notevole bruttura delle immagini intrappolate nei costosi pannelli di nuova generazione. Certo, tale difetto non è imputabile in alcun modo al NEO-GEO X, ma la presenza di un fastidiosissimo tearing (lo schermo appare diviso in 2 o più parti) porterà molti a maledire il mercato dell’home entertainment moderno.
“Attaccando” il NEO-GEO X ad un vecchio e solido tubo catodico, ovviamente, la situazione migliora magicamente; offrendoci così tutta una serie di tuffi sia nel passato, sia in un mare di pixel davvero cristallino.

NEO-GEO X GOLD il confonto
NEO-GEO X GOLD il confronto parte 2

Annunci

Un pensiero su “I Mallrats alle prese con il NEO GEO X [Parte 2] La Recensione.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...