Una collector al giorno toglie il gheimer di torno – Speciale: la Tana del Ciore

ciordillo (2)
“Silenzio. Ho detto SILENZIO. Un attimo di attenzione, grazie.”
“Cough cough, pronti? Tre, due, uno… musica maestro!”

“papparapapparapa (ecc.)”

Oggi solo a casa resto,
che di uscir voglia non ho,
ed io so perché.
Vedo intorno a me,
tanti gadget e game!
Il mio cuore è eccitato,
è ormai in fibrillazion,
ed io so cos’è,
C’è una TV davanti a me,
che mi fa gioire!

Ciorin, Ciorello,
nerdare è bello,
con il 3D!
Mi fa sognare,
mai addormentare,
io so perché!

Cior di Margherita,
cos’è mai la Vita?
Una bella console!

(libera interpretazione della celebre canzone Fiorin Fiorello, dedicata al Ciore/Frarru)

Probabilmente i più scaltri di voi l’avranno già intuito; per quelli invece che proprio non ce la fanno ad arrivarci… Tranquilli, c’è di peggio nella vita (e stavolta non mi riferisco al nuovo portatile Sony). Come, ad esempio, salire a Milano per andare a trovare l’amico Frarruso* nella sua maravillosa, ma  lillipuziana, maison du nerd ed essere funestati da una fastidiosissima infiammazione alle gengive. Colpa di Horribiland (Milano e provincia)? Non ha importanza. Ciò che conta per davvero è che il vostro -ehm- eroe Anèrd sia riuscito a portare ugualmente a compimento la sua missione: fotografare con dovizia di particolari l’oculo nerdaceo in cui (soprav)vive, a fatica e di stenti, il bassista dei Mallrats (e, a onor del vero, anche il suo bellissimo fratellino Pucce, chitarrista del gruppo, nonché musicista d’Alta Scuola; ma ormai queste son cose che dovreste già sapere), dando così inizio alla prima -di tante… almeno si spera- puntata espressamente dedicata, invece che ad una singola limited edition, addirittura ad una intera collezione di videogiochi.

Naturalmente, inaugurare quella che potremmo definire come una “succursale” della rubrica a cui siete abituati, partendo dalla collezione videoludica del Ciogrev*, ci sembrava quantomeno d’obbligo. Non solo perché costui è uno degli elementi fondamentali del gruppo cui questo sito è dedicato (senza Frautci*, infatti, i Mallrats rimarrebbero sempre sprovvisti di dildo anali e oggetti bondage di varia natura), ma anche perché, a conti fatti, la sua raccolta di giochini elettronici, gadget e amenità varie merita assolutamente il privilegio di essere esaminata per prima.

La postazione – incasinatissima – di Frantu*. Il luogo magico in cui i sogni prendono vita e si spalancano le porte per mondi fantastici. Visioni e interazioni idilliache, interrotte soltanto dal frastuono delle flatulenze del Pucce.

È doveroso chiarire fin da subito un dettaglio di fondamentale importanza: la stanza, oggetto di discussione dell’articolo che state leggendo, è DAVVERO MICROSCOPICA; allo stesso tempo, la roba che il Frantuso* ci infila – e continua ad infilarci – dentro è DAVVERO MOLTA. Ecco spiegato il perché del caos supremo che sicuramente avrete percepito ammirando le foto sparse qui e là: ammassare – mai termine fu più consono – ingenti quantità di oggetti fetish in uno spazio così ristretto non è certamente impresa da poco.
I videogiochi sono infilati davvero in ogni dove: mensole, armadi (al posto dei vestiti), scaffali, librerie, scrivanie, cassetti; alcuni trovano dimora persino sul letto, mentre altri ancora sono sparsi sul pavimento – di fatto, il rischio di inciampare frequentemente è concreto. Addirittura, vi è una leggenda secondo la quale, dallo scarico del water del Ciorez*, invece dell’acqua fluiscano ingenti quantità di cartucce riportanti la dicitura “E.T.” e il logo Atari. Una leggenda che, purtroppo, rimarrà tale in quanto non ho trovato il tempo di verificare di persona la sua veridicità (maledetta stitichezza da viaggio).

Ammirate, in tutto il suo splendore, il mitico Atari 2600, peraltro “boxato” e in ottime condizioni. Che la leggenda delle cartucce di E.T. presenti nella colonna fecale del bagno di Ciordillo* celi un fondo di verità?

Ma non di soli giochini, console, televisori LED 3D ed oggetti tecnologicamente all’avanguardia vive il Nostro; oltre ad una notevole quantità di dvd e bluray trovano spazio (poco, perché non c’è) una miriade di libri, fumetti e manga di ogni genere, stile e autore. Una cosa in particolare, però, merita maggior approfondimento: la passione del buon Ciorrillo* per i gadget tratti dai videogiochi. Mi riferisco ad oggetti di varia natura quali peluche, portachiavi, soprammobili, magliette e affini ma, soprattutto, action figures e statue. Queste ultime poi godono di uno spazio tutto loro, esposte in bella mostra all’interno di un paio di vetrinette che il Pascutti* cura in maniera a dir poco maniacale, neanche ci tenesse dentro una sua personale Nora Freeze criogenizzata.

Il losco figuro ritratto in foto risponde al nome di Gian; è il titolare della fumetteria dove Procopio* si rifornisce regolarmente. Naturalmente, avendo a che fare con i Mallrats, anche il Gian non poteva che essere uno zombie.

In verità le statue in questione non riguardano prettamente l’universo videoludico, anzi;  la maggior parte di esse ritraggono dolci ma risolute, oltre che “super dotate” (in tutti i sensi) puelle aventi a che fare con il mondo dei fumetti americani e dei manga giapponesi. Lamentarsi di un simile particolare non soltanto sarebbe fuori luogo, ma rischierebbe di apparire come un comportamento tipico degli stolti; oltretutto, la qualità con la quale suddette statue sono state modellate è tale da far rimanere esterrefatto anche il più disinteressato dei visitatori. Se siete ancora scettici al riguardo, date pure un’occhiata alle immagini qui sotto.

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Cosa altro aggiungere? Poco, se non che, a conti fatti, la collezione del nostro bassista è assolutamente da applausi a scena aperta. Ricca, sfaccettata, varia da qualsiasi punto di vista la si guardi. Pecca forse di quelle che potremmo definire come vere e proprie gemme rare, roba insomma che pochi al mondo possiedono e che valgono davvero un bel po’ di dindini (a tal proposito, una grande sorpresa vi aspetta in una delle prossime puntate… qualcuno ha detto “FOX”?), ma mica si può avere tutto dalla vita – o dalla NON morte, come nel nostro caso. Pollice verso, invece, per il disordine generale e il trattamento riservato a diversi oggetti facenti parte del lotto. Passi la prima, d’altronde come già detto lo spazio a disposizione è davvero misero e bisogna adattarsi, ma almeno una spolveratina ogni tanto non guasterebbe… quel Sega Saturn ricoperto di acari proprio non si può vedere!

Una nuova Vita giapponese per bimbo Frankekka*. E fu così che egli trollò SCEE: “Io la volevo per Natale, che si fottessero in Sony Europe, l’ho presa jappo”. Parole sue.

Bene, direi che il nostro primo viaggio alla scoperta di una stanza ricca di contenuti di carettere ludico, può concludersi qui -ovviamente, trovate il resto della gallery qualche riga più sotto, come sempre. Vi ricordo, ancora una volta, che se desiderate che anche la vostra collezione appaia su questo sito, non siate timidi e contattatemi mandandomi una mail.
Un abbraccio “fotte fotte” a tutte le scimmiette che ci seguono regolarmente, alle altre che ci scopriranno in futuro ma pure a quelle che se ne fottono. Perché si, in fondo siamo degli zombie dal cuore tenero.
Al prossimo appuntamento.
Chapeu!

*è esattamente come pensate: il buon caro zombie Frarru ha davvero una mezza infinità di soprannomi. Di seguito, vi riporto l’elenco completo (in grassetto quelli più diffusi ed utilizzati. Ma tranquilli, si girerà ugualmente se lo chiamate con qualsiasi altro nomignolo presente qui sotto):

Vero nome: Procopio Pascutti

Soprannomi:
Ciore
Ciogrev
Ciorez
Ciorrillo
Ciordillo
Frarru
Frarruso
Francuso
Frantuso
Frociarruso
Francescarruso
Frankekka
Frankekkarruso
Latrinarruso
Baldraccarruso
Frafrù (per gentile concessione del padre di Anèr)
Fràntu
Frautci
Antoine
Arcibaldo Depenestrorsi
Cuggino di quarto grado dell’Uomo Bagaglio
Frà
Frascuso
Frantollo
Pederastuso
Francois
L’Uomo Cadavere
Sfiaccutarruso
Ciao Bella
Franchetiello dei mobili
Frosnarruso
Recchiarruso

Chi riesce a pronunciarli tutti d’un fiato, a voce alta e senza impappinarsi vince, come premio, un tour gratis nella stanza di Frarru.

Negli episodi precedenti:

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6 pensieri su “Una collector al giorno toglie il gheimer di torno – Speciale: la Tana del Ciore”

  1. CApperi, la cosa straordinaria è che in sta caverna pseudo tecnollllogica e non, ci dorme pure l’ apatico ( soprannome da voi scordato)!
    Certo col Lancer sopra la porta il sonno è più tranqiullo e riposante, si sa mai che un “locusta” tenti di varcar la sogli e rubar chincaglieria o ampli di basso vari!
    qui sopra c’è scritta una chicca per pochi eletti o elettori!
    poche parole….

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