Una collector al giorno toglie il gheimer di torno – file #003: uomini pipistrello e clown assassini

"Se sei felice e tu lo sai batti le mani (clap clap). Se sei felice e tu lo sai batti le mani (clap clap). Se sei felice e tu lo sai, dimostrarmelo potrai...
“Se sei felice e tu lo sai batti le mani (clap clap). Se sei felice e tu lo sai batti le mani (clap clap). Se sei felice e tu lo sai, dimostrarmelo potrai…

… mandando in aria scuole, case e …”

“Sei malato, Joker”

“Maaaaalaaaaato? Iooooo? Ma ceeeerto, tesoro! E tu sei la mia cura! Come farei, senza l’uomo pipistrello, a superare quei giorni tristi e cupi? Daaai, adesso tocca a te scegliere: fuochi d’artificio a Gotham in cambio della sua vita. Non hai molto tempo a disposizione, batti le mani!”

“Le mani le batterò, sì, ma sul tuo lurido viso!”

“Ooohhhhh, fai anche del sarcaaasmo! Complimenti! Peccato che sia troppo tardi ormai… Uhm, mi spiace dolcezza, non ho nulla contro di te ma… vedi, al pipistrello non piacciono i fuochi d’artificio. Adieu, mon cherì!”

“Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhh” -urla disumane di donna.

Salve, scimmiette. Come dite? Vi sto interrompendo proprio sul più bello? Avete ragione, sono proprio un cattivone. È che ho avuto un grande maestro. E invece no, sto mentendovi; la verità è che se non mi sbrigo a pubblicare un nuovo episodio della rubrica che stingete (virtualmente) fra le mani, Procopio Pascutti (questo è il vero nome del Frarru) gioca con me così come il Joker si diverte a giocare con il Cavaliere Oscuro. E, siccome a differenza di quest’ultimo io non sono né ricco, né fascinoso, né tantomeno dotato di gadget futuristici ma, anzi, godo di una salute che definire precaria sarebbe riduttivo (altro che arti marziali!) conviene davvero che mi dia una mossa. In effetti, illo tempore è trascorso da quando ho pubblicato l’ultimo capitolo della rubrica più inutile del web ma, sapete com’è, in questi due mesi ho avuto un gran bel da fare. No davvero, stavolta niente scherzi da clown: pensate che ho dovuto contare le dita di mani e piedi di tutta la mia famiglia, ed io so contare solamente fino a sette; potete immaginare quanto arduo sia stato, per me, portare a compimento un incarico del genere.

Ding dong! È ora di morire! -No no, la prego signor Joker, sono un suo grande fan, ho tutte le graphic novel a lei dedicate,  la scongiuro, non mi faccia del male, prometto che la prossima volta sarò più celere nel pubblicare un nuovo episodio della rubrica…

Ma adesso, come si suol dire, ancora una volta bando alle ciance e veniamo al dunque, giacché non esistono più le mezze stagioni e gli uomini so’ tutti uguali, ma mai come le donne. Protagonista di questo terzo episodio è la superlativa collector’s edition dell’ultimo, ottimo, game dedicato all’uomo pipistrello, quel Batman Arkham City che ha suscitato tanto clamore -in positivo- fra la stampa specializzata e i videogiocatori tutti. Supelativa sì, senza mezzi termini, perché quando si ha a che fare con uno dei personaggi più amati e oggettivamente profondi dell’universo fumettistico nel suo insieme, sperticarsi in lodi risulta in taluni casi assai semplice. E questo è, ovviamente, proprio uno di quei casi: cosa si ottiene unendo un videogame che ricalca alla perfezione spirito, atmosfera e dilemmi esistenziali tipici del personaggio nato dalla penna di Bob Kane, ad un’edizione limitata ricca di contenuti più che interessanti e fregiata della presenza di una statuina in resina, modellata secondo la sapiente arte di Kotobukiya (celebre fautore di statue “nerdacee” di svariata natura)? Semplicemente, una combo perfetta.

La collector’s di Arkham City ancora avvolta nello splendore del… mantello di Batman? Noooo, nel cellophane.

Al di là dell’indiscutibile magnificenza di tale edizione per collezionisti, anche i parametri fondamentali atti a rendere un collector degna di tal nome sono stati rispettati a dovere. Of course, siamo ben lontani dall’eccellenza cui mi (e ci -salute! ok questa è pessima…) hanno abituato le limited giapponesi, ma tutto sommato l’odore di resina della statua del prode Batman (che non è uno scienziato… o forse sì?) risulta abbastanza gradevole se sottoposto alle mie sensibili narici. All’appello non manca neppure il classico artbook pregno di “squinzie“, e parliamo di donnine di una certa levatura –Catwoman e Harley Quinn. Purtroppo però, niente mutandine e reggiseni. Nonostante dunque la sufficienza risicata per quel che concerne i parametri essenziali, la Limited Edition di Batman Arkham City è promossa a pieni voti, per quantità e qualità dei contenuti (oltre ai già citati artbook e statua, troviamo infatti il dvd del cartone animato di Batman –non chiedetemi quale, non l’ho ancora visto, sapete com’è, ho avuto da fare– colonna sonora scaricabile, chincaglierie varie –fate riferimento alle foto, come di consueto– il tutto racchiuso in una elegante confezione). E poi, come ho abbondantemente spiegato poco più su, parliamo pur sempre dell’uomo che è in grado di combattere gli squali grazie ai suoi favolosi gadget (santa salacca!).

Uff, che faticata, ma anche oggi è finita (la puntata, non la mia voglia di scrivere minchiate, purtroppo per voi). Visto che siamo in periodio di feste natalizie, considerato che molto difficilmente troverò la forza di scrivere un altro episodio entro il fine settimana, il sottoscritto vi augura, nella più classica delle tradizioni, un buon NaSale e felice ano nuovo a voi tutti che ci seguite. E se avete fatto i cattivi, quest’anno niente regali videoludici per voi, e niente Babbo Natale; al suo posto verrà a trovarvi il Bellu trasformato in gigademone, e lì saran cazzi uccelli vostri. Bambini scimmia avvisati…
Chapeu!

PS. Come sempre, rinnovo  il mio invito: se voi tenete la voglia, mandate pure al mio indirizzo mail le foto delle vostre collezioni (di videogiochi, di fumetti, di vibratori, ecc.) ve le commenterò con il solito sarcasmo da quattro soldi (e che non fa ridere nessuno) che mi contraddistingue.

PPS. errata corrige: in uno degli episodi precedenti, la figura del cantante dei Mallrats, il Bellu, era stata indegnamente accostata a quella di Kulilin. Ci scusiamo per l’errore, il realtà il Bellu è uguale/spiccicato al Nappa.

Negli episodi precedenti:

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