Una collector al giorno toglie il gheimer di torno – file #002: criminalità (poco) organizzata

Ok, ci siamo, sta per andare in onda (?) la seconda puntata (che poi sarebbe anche un po’ la quarta, ma questa è una vecchia storia: date un occhio ai precedenti episodi, se non l’avete già fatto!) della rubrica più amata dagli itaGliani (gli italiani, giustamente, sono tutti impegnati a sostenere il difficile provino per entrare nella casa del Grande Fratello).

L’unico artwork presente nella collector’s di GTA IV in grado di destare un po’ di interesse. Ma neanche più di tanto: ad Anèr le prostitute piacciono poco. Non è una questione di sozzume, quanto piuttosto di “metter tristezza” (essendo anche loro vittime, peraltro particolarmente sacrificali, del “sistema” che ci circonda, e che ci tiene intrappolati).

Prima di iniziare, però, mi preme chiarire una situazione, o meglio una discordia, nata a causa di alcune parole “grosse” che il sottoscritto avrebbe impropriamente utilizzato al fine di screditare i Mallrats (mah, per quel che mi riguarda, erano tutte belle cose. Questione di punti di vista). In ogni caso, sappiate che tutto ciò che è stato detto sui Mallrats nei precedenti episodi di questa rubrica è palesemente falso. Tutto frutto di scherno. Nessuno di loro è stupido, colleziona pettini, ha uccelli lillipuziani e via discorrendo. Sono tutti belli come il sole, eterosessuali, intelligentissimi e chi più ne ha, più ne metta (tranne me, ovviamente, giacché provengo da un altro pianeta e dunque sono più brutto del culo di un cercopiteco e più stupido di un qualsiasi umano random, ma questo lo avevate già intuito tutti).

[OooOoKkk Frarru, ho fatto come mi hai detto. Ora, per piacere, mi levi quella fottuta pistola dalla tempia? Sai, non siamo più in estate, la canna fredda arreca un certo fast…. OH OOOHHHH FRA! Cazzomerda! Fai attenzione quando maneggi quell’aggeggio, su! Dai, ho sistemato tutto come mi hai chiesto, sii serio! Ufff, okok, ti prometto che nei prossimi episodi starò più attent… eeehhh? Che hai detto? Dove te la sei ficcatoa la canna della pistola?? Ma che schif… !!!]

Ehm, scusate. Tornando per un attimo seri (seri? AHAHAHAHA. No, dico AHAHAHAHAH), la puntata di oggi verte sul quarto capitolo di una saga che, francamente, al sottoscritto non è che piaccia più di tanto, anzi. Sto parlando di Grand Theft Auto IV (per gli amici GITTIA’ IVVE), ennesimo capitolo di un’epopea criminale che tanto ha attizzato, ed attizza, recensori, ragazzini e casual gamers di tutto il mondo. Naturalmente, mi sono permesso di acquistare suddetto gioco perché ho avuto una gran botta di culo fortuna (alcune ere geologiche fa trovai in un mercatino la Special Edition nuova a 50 carte, un’offerta che non si poteva rifiuciare cit.) e perché, a detta del Ciorefrarru, questo GTAIV tutto sommato una giocata se la merita, essendo “spiritualmente” sufficientemente diverso dai suoi predecessori (trama più profonda, meno cazzeggio inutile, gameplay di sostanza). E il Ciorefrarru, concedetemelo, di videogiochi un po’ ne capisce. Oltretutto, il giorno in cui si festeggiano i morti (immagino quanto si divertano ad osservare dall’aldilà i propri parenti/amici intenti ad “abborfarsi” di torrone di varia natura), ovvero il 2 novembre, Rockstar Games paleserà al mondo il quinto capitolo di GTA; quale migliore occasione, dunque, per recensire la Special Edition del IV?

Anèr aveva intenzione di usare il cellophan che ricopre la Special Edition di GTA IV per uccidere, attraverso la vecchia tecnica del soffocamento, tutte le persone che gli stanno antipatiche. Poi si è ricordato di non tenere la voglia, ed ha lasciato perdere.

Diciamo subito come stanno le cose: codesta Special Edition presenta al suo interno una cassaforte in acciaio di color nero, con il logo Rockstar Games ben impresso sul fronte in basso a destra e il titolo del gioco al centro; una volta aperta quest’ultima spuntano fuori tutta una serie di gadget, tra cui un minuscolo portachiavi recante il logo R*, una borsa tutto sommato grande (ma compressa all’inverosimile allo scopo di farla entrare nella confezione), l’onnipresente artbook, il disco della colonna sonora e, infine, le chiavi per chiudere la cassaforte (ma va? ma allora è vera! ndvoicheleggete), oltre naturalmente il gioco. Tutta roba discretamente interessante, ma non per me. Purtroppo di poppe al vento nemmeno l’ombra (gli artwork ritraggono perlopiù i protagonisti e le varie zone della città che fa da sfondo alle vicende narrate), mentre l’odore d’acciaio emanato dalla cassaforte/scrigno del tesoro non mi esalta più di tanto.

Una sufficienza piena la strappa comunque. Dopotutto, non vorrei che il vecchio Nico Bellic una di queste notti venga a rompermi le scatole puntandomi una pistola contro e dicendomi che no, non va bene recensire in maniera eccessivamente negativa la collector del gioco che lo vedo come protagonista. Le minacce del Frarru sono più che sufficienti.

E fu così che anche oggi giungemmo al termine, care le mie scimmiette! Un abbraccio coccoloso da parte di tutti i Mallrats. E che il cane pufoente vi dia forza e vi sostenga nei momenti più bui della vostra esistenza. Forse. Alla prossima! Chapeu!

PS. come sempre, rinnovo  il mio invito: se voi tenete la voglia, mandate pure al mio indirizzo mail le foto delle vostre collezioni (di videogiochi, di fumetti, di vibratori, ecc.) ve le commenterò con il solito sarcasmo da quattro soldi (e che non fa ridere nessuno) che mi contraddistingue.

Negli episodi precedenti:

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