Una collector al giorno toglie il gheimer di torno – file #001: buttare le mazzate per strada

"AHAHAHAHAHAH! YATTA!" Proferì, sorridendo e saltellando, una bagnata Chun Li dopo aver vinto l'incontro. Cosa avete capito? Bagnata perché il match si disputò durante una piovosa giornata di ottobre.
“AHAHAHAHAHAH! YATTA!” Proferì, sorridendo e saltellando, una bagnata Chun Li dopo aver vinto l’incontro. Cosa avete capito? Bagnata perché il match si disputò durante una piovosa giornata di ottobre.

La strada:

Essa costituisce una fascia di terreno spianato, perlopiù pavimentato o asfaltato, che permette il transito di persone e veicoli, collegando una località con un’altra”.

È una delle tante definizioni (corrieredellasera.it, cfr) che è possibile affibbiare a suddetto termine. La strada sa essere anche un luogo impervio, irto di pericoli e dal percorso tortuoso. Vi sono leggi che regolamentano il transito sulla strada, esiste pure la cosiddetta “legge della strada”, tipica dei luoghi poco raccomandabili solitamente abitati da gang e da loschi figuri. Persino i Mallarats provengono da essa o, volendo essere pignoli, da ciò che si trova sotto di essa (ovvero le fogne, in cui sono nate anche le mitiche Tartarughe Ninja. A differenza di queste ultime, però, l’agente mutageno che scorre beato nelle inquinate acque delle zone periferiche di Milano non ha avuto effetti positivi sui Nostri; di fatto, invece di renderli degli abili lottatori senza macchia e senza paura, il liquame radioattivo in questione ha semplicemente ridotto le dimensioni dei loro uccelli* del 74%, ammazzato metà delle loro cellule cerebrali e generato, sempre in loro, tumori di varia natura. Almeno ora sapete come fa il Belu a possedere una voce tanto armoniosa). La strada, metaforicamente, può rappresentare un percorso di vita. Essa, talune volte, può risultare una proficua fonte di ispirazione per scrittori, poeti e affini; addirittura, in determinate circostanze, è in grado di illuminare le menti di giovani game designer i quali, grazie anche al proprio estro creativo, riescono a regalare al mondo delle vere e proprie leggende videoludiche. Il motivo di tale preambolo introduttivo? Per i ciucchi fra voi che ancora non l’avessero capito… Ebbene sì, in questo primo, ufficiale, episodio della rubrica più amata da tutte le scimmie che abitano il nostro pianeta (ho scritto nostro? Volevo scrivere vostro. Sarà che mi sto abituando a vivere in questo mondo di m… ?) vi illustrerò le immagini delle edizioni -neanche poi tanto- limitate di Street Fighter. Del quarto capitolo e della sua prima espansione, ad esser precisi.
Partiamo dalla più brutta, a tratti oscena, fra le due: quella di Street Fighter IV.

Dammi tre parole: What. The. Fuck.

Le immagini parlano chiaro: una scatola insignificante dal contenuto ancor più insignificante. Delle statuine minuscole, modellate in una sorta di poliresina tra l’inguardabile e l’osceno andante, e una specie di artbook a dir poco microscopico nonché privo di disegni degni di nota. Tutto qua? Tutto qua. Niente slippini femminili, niente bocce al vento, niente di niente.  Neppure l’odore emanato dalla confezione può dirsi interessante alle mie narici in quanto, di fatto, non c’è. Pollice verso dunque, sotto ogni punto di vista, per la collector di SFIV. Ringraziando il cielo (ma non i piccioni che lo abitano; maledetto sia, ora e per sempre, il loro guano) però, la limited di Super Street Fighter IV è fatta di ben altra pasta. Del resto, si tratta di un’edizione nata e venduta esclusivamente nella terra del Sol Levante. Ed è risaputo, i giapponesi so’ pur sempre i giapponesi.

La sola presenza dei kanji ai lati e sul fronte della scatola delle meraviglie, fa presagire quanto questa edizione sia una degna rappresentante dell’espressione gergale “tanta rRobBa!!!”

Al di là dell’eleganza con cui è confezionato il tutto e del fascino che i kanji esercitano sul sottoscritto,  in questa lussuosa edizione possiamo finalmente ammirare un artbook degno di tal nome, ovvero pregno di squinzie dall’indubbio fascino (vi rivelo un segreto: Chun Li è stato il primo, vero, grande amore di bimbo Anèrd). E dunque, fra un’intramontabile Chun Li, una new entry del calibro di C-Viper  e una sempreverde (in tutti i sensi) Cammy, le tette, i culi e gli slippini si sprecano. Anche il meraviglioso profumo che fuoriesce una volta aperta tale scatola delle meraviglie manda in subbuglio gli ormoni del qui presente ‘Andèr’ (talvolta è così che mi chiama quel ciabattaro del Fulvio). Quella fragranza tipicamente giapponese che solo chi compra i meravigliosi oggetti provenienti dal celebre quartiere di Akihabara può comprendere appieno. Se poi, oltre a ciò, si considera che fanno parte del lotto anche alcuni dischi bonus, tra cui la colonna sonora completa e un dietro le quinte con filmati vari  – per non parlare poi di tante altre piccole chicche (e non checche, quelle lasciamole al Frociarruso), come del resto potete visionare dalle immagini – diventa evidente quanto sia alta la qualità complessiva della limited in questione.


Ciò detto, vi porgo i miei più (in)distinti saluti (semicit.), care le mie scimmiette, e vi do come sempre appuntamento al prossimo episodio, che poi sarebbe il secondo, ma anche un po’ il quarto (coooooosa? Vi siete persi le precedenti puntate? Rimediate subito, è un ordine. Sapete com’è, prima del primo c’è lo zero, fra lo zero e il primo c’è lo speciale. No, non è uno scioglilingua). E che il sommo Uomo Bagaglio possa illuminare il vostro cammino. O, meglio ancora, la vostra strada.
Chapeu!

PS. come sempre, rinnovo  il mio invito: se voi tenete la voglia, mandate pure al mio indirizzo mail le foto delle vostre collezioni (di videogiochi, di fumetti, di vibratori, ecc.) ve le commenterò con il solito sarcasmo da quattro soldi (e che non fa ridere nessuno) che mi contraddistingue.

*Ha ridotto le dimensioni del pene di tutti i membri dei Mallrats escluso il Pucce, sul quale anzi ha avuto esattamente l’effetto opposto. Se pensate che, a detta del Fulvio (i dettagli sul come e sul perché quest’ultimo sia a conoscenza di tale indiscrezione francamente non ci interessano) il “membro” del Pucce era già spropositato di suo… avete di che preoccuparvi. E voi, donne, cosa state aspettando? Il chitarrista dei Mallrats, che peraltro è anche bello come il sole, è lì che vi aspetta!

Negli episodi precedenti:


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4 pensieri su “Una collector al giorno toglie il gheimer di torno – file #001: buttare le mazzate per strada”

  1. il “nonostante tutto” è riferito alle presunte rivelazioni scandalose in merito alla vita e ai gusti sessuali di noi mallrats? Ma de che, sono cose che sanno tuttih. Che poi non vi è nulla di scandaloso. Sono cose belle. Secondo i miei parametri di “bello”, s’intende.

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